• TALKSCAPE, performance di Costantino Rizzuti e Delia Dattilo, è parte dell’evento Paesaggi Attivi organizzato da Catartica Care. Il progetto, incentrato su una riflessione trasversale e interdisciplinare sul concetto di paesaggio, si è già sviluppato in una serie di iniziative culturali e artistiche legate ai linguaggi contemporanei che hanno interessato lo scorso luglio il Parco Botanico e Villa Comunale ‘Umberto I’ e ad agosto il borgo di Cataforìo (RC).

    L’idea che ha determinato la nuova tappa al Castello Aragonese in parallelo a quella presso l’Ipogeo di Piazza Italia (dal 10 al 14 settembre) con l’installazione ARACNE V di Costantino Rizzuti, è stata quella di intervenire in contesti diametralmente opposti dello spazio fisico della città immaginando una relazione con due paesaggi anche culturalmente differenti e peculiari. L’Ipogeo, chiuso e sotterraneo, a diretto contatto con le più antiche radici magnogreche; il Castello, che dallo spazio aperto e che tocca il cielo del terrazzo della sua torre merlata ci regala il panorama della città visibile a 360°.

    Il Castello denominato ‘Aragonese’ ma che ha visto avvicendarsi al suo cospetto anche i bizantini, i normanni, gli svevi, evidenzia nel suo stesso esserci le discendenze e mescolanze etniche e culturali di Reggio così come di tutto il bacino Mediterraneo. Questo scenario d’eccezione, per le narrazioni sonore di TALKSCAPE, diventa al contempo emblema delle differenti dominazioni storiche intercorse nella città e delle modifiche strutturali – operate sia dai fenomeni naturali che dai vari progetti urbanistici delineati dall’uomo – sostenute dal paesaggio reggino. Oggi che è sede di eventi e mostre temporanee, vediamo e fruiamo il Castello Aragonese quasi completamente ristrutturato nei suoi spazi interni; tuttavia c’è un qualcosa che senza dubbio esso riserva dai tempi più remoti: la sensazione immensa e sublime che regala a coloro si affaccino dal terrazzo della sua torre merlata, da cui è visibile il mare fino alle due punte opposte della costa cittadina, lo Stretto, le colline e le montagne a nord che proteggono la città come forti spalle rassicuranti.

    La performance del sound artist Costantino Rizzuti e dell’artista, musicologa e scrittrice Delia Dattilo come voce fuoricampo, narrerà dall’alto proprio di questi paesaggi, accompagnando il pubblico a ri-scoprirne e ri-percepirne lo spazio; uno spazio fatto anche di cielo, di mare e di vento. Suono, testo e sentimento: ovvero la ricomposizione di paesaggi letterari e sonori che, traendo spunto da percorsi individuali, si fondono in un progetto unitario fortemente orientato a Sud. Pietra Mola, San Niceto, le Motte, i gorghi e tutte quelle località sulle coste joniche della Calabria greca e della provincia reggina, sono narrate tramite suoni e visioni che si amalgamano vicendevolmente. «Avrei voluto potermi aggirare senza fine nel silenzio dell’antico mondo, dimenticando il presente ed ogni suo suono», echeggiava George Gissing in ‘Sulla riva dello Jonio’.

    La performance, che viaggia per il Meridione e a ogni tappa racconta specificamente del territorio in cui ha luogo, è stata già realizzata alle manifestazioni ‘Incontri Contemporanei’ (Cosenza) e ‘Lucania Film Festival’ (Matera).

    Costantino Rizzuti (Cosenza, 1978) è compositore, sound artist, e artigiano digitale appassionato di Computer Music e Interaction Design. Ha una formazione ingegneristica ma negli anni ha approfondito la conoscenza delle tecnologie del suono, della musica elettroacustica e dell’informatica musicale con un master in Ingegneria del Suono e un dottorato sulla Musica e i Sistemi Complessi. Il suo principale interesse è esplorare le opportunità offerte dall’uso creativo delle tecnologie nel campo dell’arte; sperimentare la composizione algoritmica, la sintesi del suono e l’uso di modelli matematici a fini generativi come strumenti di supporto e di sperimentazione dei processi creativi.

    Delia Dattilo (Reggio Calabria, 1981) è artista, musicologa e scrittrice, vive e lavora a Cosenza, da sempre impegnata in progetti e ricerche culturali che cercano una dimensione ancestrale della storia e dei luoghi. Approdata all’arte contemporanea nel 2004, ha esposto in mostre personali e collettive in tutto il mondo. Autrice di articoli e saggi presenti su riviste di settore e volumi collettanei, negli ultimi anni ha partecipato come relatrice a convegni e conferenze in Italia e all’estero. Nel 2017 ha pubblicato Relics, un libro su un viaggio on the road in Calabria, tra immagini e parole.

     

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